TIC TAC MAN


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Soggetto e sceneggiatura Michele Mellara
Regia Michele Mellara
Fotografia Peder Naess
Montaggio Vanessa Mitrov
Protagonista Dean Valentine
Lingua originale inglese
Formato VHS
Durata 10 minuti
Anno 1996

Tic-Tac Man è il nome di una professione che sta lentamente scomparendo, un lavoro insolito, inconsueto. Tic-tac richiama onomatopeicamente un lavoro legato al ritmo alla musica ed anche se questo mestiere non viene svolto da un musicista è pur vero che serve grande coordinazione e senso del ritmo. L’ambiente di lavoro sono le corse dei cani. Il datore un indipendent bookmaker. Il nostro eroe deve comunicare al proprio indipendent bookmaker, tramite un linguaggio gestuale, le quote degli altri bookmakers affinché il proprio, che si trova dall’altra parte del tracciato, possa offrire agli scommettitori puntate più convenienti. Il tutto avviene utilizzando un linguaggio visivo che attraverso gesti codificati possa comunicare esattamente il numero delle giocate e la quantità di denaro puntata su un determinato concorrente. Professione affascinante perché, elegantemente, trasforma il lavoro in arte estetica del gesto radicandosi nella più insana e vivace cultura britannica del gioco in cui la working class ritrova una possibilità di opporsi al grigiore manageriale della city, ben sapendo che non sarà una puntata felice a cambiare il futuro, ma che, nel gioco, le regole sono uguali per tutti e che quindi tutti, d’obbligo, debbano goderne.


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